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L'Oasi di Aboukir

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"The Green Man", Patrick Blanc è probabilmente l’inventore dei giardini verticali.
Ha lavorato con i migliori architetti al mondo come Andrée Putman, Jean Nouvel, Herzog & de Meuron, Renzo Piano e César Pelli.
A Parigi celebre è il suo muro di 800mq ricoperto da piante provenienti da Giappone, Cina, Europa e Stati Uniti che caratterizza il Museo Quai Branly di Jean Nouvel.

Un angolo triste diventa una luogo dove stare

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Come era prima dell'intervento dell'uomo verde ... e com'è dopo un paio di mesi.

 

Un incrocio trafficato e triste è diventato un angolo dove sostare a chiacchierare, una piazza dove incontrarsi.

 

Una tendenza ormai mondiale propone la progettazione di spazi urbani per i pedoni, dopo un secolo caratterizzato dalla progettazione di spazi destinati alle auto. L'Oasi di Aboukir è una iniziativa privata, anche se il suo effetto positivo sullo spazio pubblico è innegabile. Senza occupare prezioso suolo urbano, la parete vegetale è in grado di:

  • assorbire l’eccesso di acqua piovana prima che le alluvioni mettano in crisi il sistema fognario della città,
  • produrre ossigeno contro l’inquinamento della città,
  • mitigare le temperature estreme,
  • e, soprattutto, creare un nuovo luogo di ritrovo, un angolo di bellezza per la città.

 

7.600 piante, 237 specie e varietà di piante coprono 250 metri quadrati di una parete alta 25 metri, l'intera facciata angolare. Il muro si affaccia su uno spazio pubblico triangolare di un quartiere storico della città delimitato da alcune delle strade più trafficate di Parigi. In un area che era stata descritta come angusta, fredda, grigia e senza vita, oggi sorge una piccola piazza pubblica.

 

L'Oasi di Aboukir, inaugurata a settembre durante la Paris Design Week è cresciuta in sette settimane, sulla facciata del palazzo che si trova all'angolo tra rue Aboukir e rue Petits Carreaux, nei pressi di Les Halles.

 

Il botanico Patrick Blanc, che lavora presso il Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, ha già creato numerosi "mur vegetal" in vari continenti.
Anche questa volta, è riuscito a realizzare un’opera d’arte vegetale utilizzando le diverse conformazioni e tonalità cromatiche delle piante come fossero una texture, per generare rilievi ed effetti dinamici.

 

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Tre fasi della crescita, da aprile a giugno 2013

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Se andate a Parigi, non perdetevi un giro per Les Halles, passando all'angolo tra rue Aboukir e rue Petits Carreaux, alzate il naso: rimarrete incantati e vivrete un'esperienza originale.

 

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Habitat del terzo millennio

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Questa è la parola d'ordine dell'habitat del terzo millennio. Lo spazio fisico che ci circonda e nel quale viviamo dovrà, inevitabilmente, diventare sostenibile.

Impatto zero.

L'impatto dell'impronta ecologica e del consumo energetico dei manufatti che arrederanno il nostro habitat futuro dovrà essere pari a zero.

Energie dolci e rinnovabili.

Dalle grandi reti energetiche dovremo passare a una infrastrutturazione del territorio basata su produzione locale, con fonti alternative e rinnovabili.

Paesaggio e bellezza.

Ovunque, ma più che mai nella nostra penisola la regola che dovrà condurre la mano dei nostri progettisti e governanti è l'esaltazione della bellezza del paesaggio italiano.

Nel rispetto di questi capisaldi si svilupperà l'intervento e l'attenzione di OfficineEinstein.